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MULTINAZIONALI SOTTO ACCUSA E’
l’ora delle perquisizioni per la Snamprogetti dell’Eni, finita nell’inchiesta
per corruzione internazionale per gli appalti del gas nigeriano a Bonny Island,
nel sanguinoso Delta del Niger. L’espresso ha rivelato
nell’ottobre scorso il vortice di società off-shore, avvocati e finte
consulenze della grande macchina della corruzione. Al centro delle indagini,
condotte dai Pm milanesi Fabio De Pasquale e Francesco Greco, dalla procura
federale di Houston (Usa) e dai giudici francesi e inglesi, c’è un consorzio di
4 multinazionali (la Snamprogetti, la Kbr del gigante americano Halliburton, la
francese Technip e la giapponese Jgc) che, dal ’94 al 2004, avrebbe pagato 182
milioni di dollari a politici e funzionari nigeriani per aggiudicarsi appalti
per 6 miliardi di dollari. Nel febbraio scorso gli americani
hanno messo le mani su quello che, secondo l’accusa, sarebbe uno dei protagonisti
cruciali della grande saga della corruzione: l’uomo d’affari inglese Wojciech
Chodan, che avrebbe redatto un vero e proprio libro mastro delle tangenti: le Chodan
notes’, 500 pagine fitte di nomi e annotazioni. Stando alle carte americane, nell’agosto
‘94 Chodan avrebbe inviato un fax per dire che l’ex numero uno della Kbr e “gli
altri top executives delle aziende del consorzio si erano accordati per mandare
un messaggio all’uomo al vertice che erano pronti a fare affari nel solito modo”.
Chi era l’ ‘uomo al vertice’? “Probabilmente il generale Abacha (all’epoca dittatore nigeriano, ndr)”,
racconta Chudi Offodile, ex capo della commissione d’inchiesta del Parlamento
nigeriano sul caso Bonny Island. Offodile racconta che nessuna
delle 4 multinazionali avrebbe minimamente collaborato con lui. Anche il guru
anticorruzione, Nuhu Ribadu, è critico. Ex presidente della Commissione per i
crimini finanziari ed economici della Nigeria, Ribadu oggi vive tra Oxford e
gli Usa. “Era un consorzio di multinazionali”, dice a L’espresso, “ci sono dentro
tutti: Halliburton quanto Eni”. Tutti
responsabili, dunque? Sarà la magistratura a stabilirlo. |