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Il mio lavoro e io

Biografia

We will always fight for progress and reform, never tolerate injustice or corruption, always fight demagogues of all parties, always oppose privileged classes and public plunderers, never lack sympathy with the poor, always remain devoted to the public welfare, never be satisfied with merely printing news, always be drastically independent, never be afraid to attack wrong, whether by predatory plutocracy or predatory poverty.

 

J. Pulitzer

 

 

Voglio che conosciate la verità. Poi, se vorrete, potrete sempre optare per il cinismo in cui sta sprofondando questa società.

 

Anna Politkovskaja

 

Un vecchio studio, proprio di fronte al British Museum, e su un divano un maestoso ultranovantenne dalla figura snella e dritta, la memoria che impressiona e due occhi che luccicano tra le rughe: hanno visto così tante cose.

E’ uno dei ricordi più vividi del mio esordio professionale: io, studentessa di un Master di giornalismo catapultata a Russell Square, Londra, per intervistare il grande Jo Rotblat, un “legno dritto dell’umanità”, l’unico fisico nucleare che abbandonò il progetto di costruzione della prima bomba atomica, non appena scoprì che i nazisti non avevano l’atomica.

Attualmente, il giornalismo è la mia passione e la mia professione. Collaboro regolarmente con L'ESPRESSO e con IL VENERDI’ di REPUBBLICA. Ho collaborato dal 2001 al 2006 con LA STAMPA e con il settimanale DIARIO.

Non penso assolutamente al giornalismo in termini di carriera. Ci penso in termini di interesse autentico, mi sento vicina alle persone che amano un mestiere e puntano a farlo bene, anzi benissimo.

Credo nella forza del giornalismo, che per me è solo uno: quello d’ inchiesta e d’approfondimento. Il giornalismo che indaga e dà fastidio.

Accedere a questa professione mi è costato tanto: non ho speso tutto il tempo e le energie “for merely printing news”.